Supporto psicologico per persone con infezione da HIV e famigliari

Nel periodo luglio 2016 – giugno 2017 ANLAIDS Mantova, grazie anche al contributo di Comunità Mantovana, ha avviato e portato avanti un progetto di supporto psicologico per persone con infezione da HIV e familiari, che aveva come partner la nuova azienda Sanitaria territoriale – ASST Mantova e AVIS provinciale.

Il progetto è stato pensato e strutturato a partire dall’analisi della situazione locale.

Da un lato si verificava infatti un costante aumento di infezioni da HIV, mentre dall’altro lato si registrava sofferenza personale, incomprensione famigliare, disagio lavorativo e di conseguenza una difficile comunicazione del problema, il suo occultamento e anche l’abbandono della terapia.

In risposta a questi problemi è stato aperto uno sportello di ascolto psicologico ed è stato creato un gruppo di auto mutuo aiuto. Entrambe le attività vedevano il coinvolgimento di operatori sanitari, di volontari di ANLAIDS e esperti psicologi.

Grazie a questi interventi si evindenziano:

  1. I risultati positivi ottenuti:

    • in termini quantitativi(16 utenti allo sportello e 9 aderenti al gruppo AMA);

    • in termini qualitativi(arginamento del disagio, soddisfazione e maggiore serenità);

  2. Il disagio che si creerebbe nelle persone che hanno seguito il percorso in caso di interruzione del servizio offerto nella fase di maggiore fiducia, che come recita lo slogan del progetto “La malattia non ti toglie la vita, te ne dà una seconda, diversa”;

  3. Gli apprezzamenti sia degli utenti che degli operatori sanitari;

  4. Il miglioramento delle relazioni all’interno dell’associazione.

Le osservazioni sopra riportate insieme alla coscienza di seguire corretti stili di vita e di migliore compliance nell’assunzione della terapia (quindi prevenzione di nuovi casi) evidenziano l’opportunità e la necessità di dare continuità all’esperienza effettuata, sempre con l’obiettivo di riduzione del disagio e supportare una normalizzazione della malattia.

Si propone pertanto, sulla base delle osservazioni e dei punti di forza emersi dall’analisi dei risultati, un nuovo progetto che preveda:

  1. Mantenimento dello sportello di ascolto psicologico ma articolato in modo che possa essere usato da un maggior numero di fonti. Dall’analisi dell’attività dello scorso anno, era emersa l’importanza delle figure invianti. Sarà quindi necessario recuperare le nicchie di disagio “nascoste” che per motivi diversi(rassegnazione, non conoscenza, disattenzione) non accedono al reparto di malattie infettive o anche direttamente allo sportello ANLAIDS, creando una rete di integrazione e collaborazione di tutti i servizi(serd, Cps, MMG, infettivologo, enti legali);

  2. Costruzione di un secondo momento formativo per i volontari finalizzato alla crescita della capacità di gestione dei gruppi, sia per una maggiore autonomia, sia per ampliare la numerosità degli incontri e/o anche creare nuovi gruppi di ascolto;

  3. Attivazione di laboratori di scrittura creativa ad introspettiva rivolti a persone con infezione da HIV e ai volontari di ANLAIDS. L’esperienza vissuta di interrelazioni positivi tra attività di volontariato e l’entrata nei gruppi ha creato la necessità di avviare percorsi comuni che non vedano questa distinzione sieropositivo/facilitatore ma che mettanoo entrambi sullo stesso piano nella condivisione di un’esperienza di lettura di sé e del proprio vissuto.